domenica 22 maggio 2022

Operai ex Fiat Termini Imerese: 11 anni dopo si chiude definitivamente la vertenza?

dal blog: proletaricomunisti.blogspot.it 



Alla fine, dopo 11 anni di cassa integrazione e promesse infinite di “reindustrializzazione” e “nuova occupazione”, politici e sindacalisti (Regione Siciliana e Cgil-Cis-Uil) hanno trovato il modo di chiudere definitivamente la vertenza liberandosi degli operai.

Nella legge finanziaria approvata un paio di giorni fa, infatti, hanno inserito un articolo che vale 30 milioni di euro, fondi dell’Unione Europea! che “prevede un percorso di uscita per la maggioranza dei 584 lavoratori in cassa integrazione dal 2011” (Gds 15/5)

Questa “mossa” servirebbe, a detta del giornalista, “per rendere più agevole la cessione delle aree dell’ex stabilimento.”

Così la racconta l’assessore regionale, ringraziando “la sensibilità di tutte le forze politiche”: “… il Parlamento siciliano ha varato una norma con cui di fatto agevoliamo centinaia di lavoratori a sganciarsi dalla cassa integrazione approdando alla pensione ottenendo così una rilevante riduzione dei numeri dei lavoratori rimasti nel bacino ex Blutec – commenta Turano – adesso abbiamo tutte le carte in regola per attrarre nuovi investimenti”.

Questa è una scusa perché già lo stabilimento dalla ex Fiat alla Blutec fu regalato per 1 euro! la verità è che il “problema” sono gli operai legati allo stabilimento e dei quali ci si vuole liberare. E per quanto riguarda gli “investimenti” siamo sempre al tentativo di fregarsi soldi pubblici.

Allo stabilimento sarebbero interessati, infatti, ma come abbiamo sentito infinite volte in questi anni, “tanti gruppi: per le agevolazioni prevista dalle Zes (e dalle Superzes regionali), e per un mutato contesto geopolitico che mette la Sicilia al centro di alcuni notevoli investimenti”.

Questa volta si parla di investimenti “energetici”… e siamo di nuovo alla speculazione sui fondi pubblici in maniera ancora più spregiudicata, perché non bastavano le Zone Economiche Speciali che prevedono incentivi e riduzione di tasse per i padroni, ma addirittura ora si sono inventati le SuperZes a regime fiscale ulteriormente agevolato.

Nei prossimi giorni viene annunciato un incontro al Mise per completare l’iter, e visto che siamo in campagna elettorale “La Sicilia rilancia con i 90 milioni messi a disposizione per il rilancio dell’area.”

90 milioni che prima erano 240, poi scesi a 180 ecc. ecc. mai visti realmente in funzione (anzi gli unici che hanno “funzionato” sono i 16 milioni che si è fregato Ginatta l’ex padrone della Blutec!) con il beneplacito dei sindacalisti che continuano a blaterare di “rilancio dell’area industriale”, reindustrializzazione del sito e della necessità di risorse che servono per “riqualificare il polo industriale”.

Sarebbe bene che nei prossimi giorni anche i circa 1000 operai, tra ex Fiat e indotto, si esprimessero su tutti i punti di queste decisioni, per non dover subire l’ennesima fregatura, tenendo sempre presente che senza la pressione degli operai in questi anni non saremmo nemmeno a questo “accordo”, mentre è chiaro che senza l’aggancio agli operai tutta l’area di Termini Imerese perderà ulteriormente di importanza come area industriale.

mercoledì 15 settembre 2021

La Fincantieri apre a Termini Imerese il polo nel settore navalmeccanico? Era ora... ma ora dobbiamo lottare per una soluzione che comporti la riapertura dello stabilmento e il lavoro per tutti

“L’ipotesi è stata attentamente vagliata e analizzata nelle scorse settimane e resta ancora sui tavoli della politica per sciogliere alcuni nodi tecnici che sarebbero da ostacolo affinché l’azienda possa proporre e sviluppare un progetto per il rilancio dell’area industriale del palermitano che da dieci anni, da quando cioè Fiat ha deciso di chiedere lo stabilimento, aspetta un soggetto industriale forte per ripartire.” dice il quotidiano di Confindustria, il Sole24Ore del 2 settembre.

Questa  proposta è da considerare l’unica seria in oltre dieci anni di tentativi tutti falliti (dalla “Sunny Car”, alla DR Motor Company, alla Blutec… solo per rimanere alle aziende che si occupano di produzione di auto) compreso le ultime “manifestazioni di interesse” che hanno risposto al bando che era stato pubblicato a maggio dal Ministero e che non sono state nemmeno accolte e che non si occupavano affatto di costruzione di auto, comunque incapaci di creare molti posti di lavoro e quindi di riassorbire anche gli operai ex Fiat.

Oltre dieci anni di attesa in cui gli operai hanno dovuto percepire la cassa integrazione, che, come si sa, è molto meno del salario (e per la quale, alla scadenza, ogni volta hanno dovuto protestare pubblicamente), mentre la gestione assolutamente scellerata dei vari amministratori, compreso Invitalia, non ha permesso nessun rilancio anzi alla fine una parte dei soldi pubblici sono stati rubati dal padrone della Blutec, Ginatta.

Dieci anni in cui politici e sindacalisti alla ricerca di facili consensi si sono alternati sul palco delle promesse mai mantenute, mentre nel frattempo si è impoverito ancora di più il settore industriale già di per sé molto debole in tutta la regione. E questo non fa bene al proletariato e alla classe operaia che nella fabbrica ha il suo punto di forza. Su questo, per parafrasare Marx potremmo dire che siamo tormentati non solo dallo sviluppo della produzione capitalistica, ma anche dalla mancanza di questo sviluppo… perché la presenza di una classe operaia numerosa, se da un lato accresce il capitale dall’altro è il presupposto per l’organizzazione di una più forte lotta di classe.

L’intervento del solido colosso pubblico internazionale della costruzione navale, Fincantieri, che implica l’attivazione di un enorme e variegato settore industriale, è certamente una ottima occasione, quindi, per il rilancio dell’industrializzazione dell’area e di conseguenza per il reimpiego degli operai sia diretti che dell’indotto.

E non ci possono essere obiezioni, perché niente effettivamente impedisce la realizzazione del progetto, visto l’enorme “portafoglio ordini”, cioè la quantità di navi già richieste (ad oggi 18 nuove navi da costruire!)… proprio per questo, per permettere la riuscita di questo progetto è interesse degli operai contribuire a togliere di mezzo ogni tipo di “ostacoli” e passare ai fatti!

a cura dello slai cobas per il sindacato di classe - Palermo 

lunedì 13 settembre 2021

Ex Fiat Termini Imerese: altri due anni di cassa integrazione per gli operai, bocciate le proposte di industrializzazione e messa in vendita dello stabilimento - solo la lotta degli operai in forme nuove e autorganizzata dal basso- vedi GKN - può cambiare le cose

 

 La tanto attesa riunione di ieri al Ministero dello Sviluppo economico, retto attualmente dal leghista Giorgetti, aveva all’ordine del giorno due punti essenzialmente

1.      l’esame del piano di rilancio di Blutec presentato dai tre commissari (Filippo Bucarelli, Giuseppe Glorioso e Fabrizio Grasso) che rappresentano il Gruppo (il cui padrone è attualmente agli arresti domiciliari per diversi reati e aver rubato 16 milioni dei 21 concessi dalla Regione) e

2.      l’esame delle proposte pervenute al Mise dopo la pubblicazione dell’avviso per la manifestazione di

interesse per l’area di Termini pubblicato a metà maggio

Il “piano di rilancio” della Blutec è stato rigettato e il Ministero ha dato incarico ai commissari di presentarne un altro entro il 30 settembre, data di scadenza della cassa integrazione, in modo da poterne concedere ancora (si parla di altri due anni!) e dare spazio ad una nuova procedura.

Questo nuovo “piano”, da preparare entro 60 giorni, deve prevedere, secondo il Mise, la vendita della Blutec con tutti gli stabilimenti. Tutto questo “processo” durerebbe almeno due anni durante i quali sarebbe appunto garantita la cassa integrazione ai circa 600 operai ex Fiat che diventano circa mille con l’indotto.

Bocciate anche le otto proposte che erano arrivate dopo l’emissione del bando per l’industrializzazione dell’area! Dovevano essere davvero non credibili e probabilmente miravano soltanto ai soldi pubblici!

Una delle tante altre assurdità è stata la vendita simbolica alla Blutec dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese da parte di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A., (agenzia governativa italiana costituita come società per azioni e partecipata al 100% dal Ministero dell'economia e delle finanze.) e adesso si deve aspettare che i commissari Blutec “vendano” lo stabilimento per poter procedere nelle procedure!

La realtà è che i fondi pubblici sono all’origine stessa della costruzione della fabbrica a Termini Imerese negli anni ’70, e non hanno mai smesso di essere versati nelle casse, prima della ex Fiat e poi alla Blutec, e si vede che fine hanno fatto! Soldi pubblici, profitti privati… e operai in cassa integrazione per anni!

lunedì 9 agosto 2021

Ex Fiat Termini Imerese: si rilancia o si chiude definitivamente? Il Mise analizza i progetti mentre c’è chi pensa a chiudere e basta… e per gli operai la cassa integrazione scade a settembre

 


Da un articolo del Sole 24 Ore del 5 agosto si viene a sapere che il Ministero per lo Sviluppo economico stia finalmente analizzando i progetti presentati da un consorzio di imprese (che nell’attesa ha anche pensato di prendere in considerazione l’area industriale di Taranto):

“Fa un passo avanti l’iter che dovrebbe portare alla riconversione industriale dell’area di Termini Imerese in provincia di Palermo. Ieri (4 agosto, ndr) si apprende da fonti del ministero dello Sviluppo economico, si è riunito il Comitato di sorveglianza del Mise sulla vicenda Blutec, l’azienda in amministrazione giudiziaria cui fa capo l’ex stabilimento Fiat del palermitano, ed entro oggi (5 agosto, ndr) trasmetterà il parere alla direzione competente del ministero. ‘Riteniamo che il parere consenta di superare in tempi rapidi l’impasse’ spiegano ancora dal Mise. Insomma, l’analisti delle 8 proposte candidate alla riconversione e il relativo parere sembrano andare nella direzione di una prima risposta alle attese intento del territorio e poi degli ex operai fiat in cassa integrazione da anni che hanno intanto avuto un’ulteriore proroga fino al 30 settembre.”

A quanto pare, comunque, ai primi di settembre ci dovrebbe essere una convocazione al Mise.

Ma nel frattempo, sempre secondo il quotidiano dei padroni, c’è chi pensa di chiudere definitivamente la vertenza:

“Certo è che il tempo gioca a sfavore soprattutto in un momento in cui nell’area di Termini Imerese cresce la sfiducia. Da qualche tempo si fa avanti la proposta di azzerare completamente l’area industriale e c’è il timore da più parti che i ritardi sul fronte Blutec possano esser utilizzati per azzerare tutto, compreso il progetto del porto commerciale e turistico i cui lavori sono di competenza dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale guidata da Pasqualino Monti. Una questione affrontata ieri nel corso del consiglio comunale chiesto dai sindacati.”

Il tempo in effetti ha giocato sempre a sfavore degli operai e, quindi, in questo senso c’è solo il tempo di rimettere in campo una lotta, che gli operai devono prendere nelle proprie mani, per dare una svolta decisiva a questa lunghissima vertenza!

lunedì 26 luglio 2021

Operai ex Fiat Termini Imerese, ancora tra cassa integrazione e promesse di rilancio: è il turno dello scooter elettrico…

È il turno dello scooter elettrico “E-taly” che se tutto andasse bene dovrebbe iniziare la produzione nel 2023 e darebbe lavoro a… 20 lavoratori.

A settembre, dopo 11 anni, scade l’ennesimo periodo di cassa integrazione per i circa 600 operai della ex Fiat di Termini Imerese e dell’ex Blutec…e del famoso e tanto sbandierato “piano di rilancio” non c’è ancora niente, mentre qualche idea che alla fin fine potrebbe essere praticabile come la produzione di veicoli elettrici non è una vera soluzione per quanto riguarda l’occupazione, nelle forme in cui viene proposta.

Al Ministero dello Sviluppo Economico, sempre chiamato in causa, hanno le idee confuse, molto confuse, e, come si vede in ogni “vertenza” pendono dalle labbra dei padroni delle fabbriche dai quali sperano in qualche illuminazione, mentre quelli si inventano di tutto per strappare quanti più incentivi pubblici possibili (e per i progetti più rischiosi mandano avanti le “start up).

L’altro lato del problema sono sempre gli operai, ormai pieni di decenni di esperienza, che devono decidere di prendere nelle proprie mani lo “sviluppo” di una lotta seria.

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Per Termini Imerese si candida l’e-scooter

Si chiama E-taly ed è uno scooter anzi un e-scooter autosanificante. Ma uno scooter molto particolare perché figlio del designer di Italdesign e dunque della grande tradizione di Giugiaro. E poi perché pensato con un know-how tecnologico all’avanguardia. Intanto, è un progetto candidato concretamente a recuperare e rilanciare almeno una parte dell’ampia

zona industriale di Termini Imerese in provincia di Palermo su cui ancora si discute di rilancio e si è in attesa di conoscere il destino dell’area che fu di Fiat e in ultimo di Blutec.

Proprio in uno degli stabilimenti dell’area ex Fiat, nell’impianto che fu di Magneti Marelli, la Raybotics, start up nata dall’intuizione di Fabio Greco e Enzo Catenacci, vuole insediare la produzione di questo scooter. Che diventerebbe, in qualche modo, nei pensieri del Distretto della meccatronica guidato da Antonello Mine, il simbolo della rinascita di un’area e di un territorio. L’iniziativa, che è stata candidata con la partecipazione all’ultimo avviso per l’affidamento degli impianti pubblicato dai commissari Blutec, si inserisce nell’ambito dell’ecosistema bridge legato al recupero dell’archeologia industriale. “Un bridge nord-sud che parte dall’ex Olivetti di Ivrea fino ad arrivare all’area in cui era presente l’ex Fiat di Termini Imerese – spiegano dall’azienda -. La produzione più automatizzata al mondo per uno scooter quotidianamente “unico” grazie alle innumerevoli personalizzazioni che l’utente finale potrà apportare sostituendo semplicemente delle parti di scocca del veicolo, auto sanificante per uno sharing sicuro, totalmente riciclabile e ricaricabile attraverso un innovativo sistema scooter to scooter, rete domestica o semplicemente attraverso swapping system dotati di scatola nera ed in grado di inviare richiesta di aiuto in caso di incidente”. Il concept dell’e-scooter dovrebbe essere pronto entro settembre per arrivare poi entro febbraio dell’anno prossimo alla definizione del prototipo la cui validazione (e test drive) dovrebbe essere completata entro settembre del 2022 con successiva presentazione al pubblico tra ottobre e novembre. In concreto la produzione dovrebbe essere avviata nel 2023: previsto un investimento complessivo di cinque milioni e l’assunzione in prima battuta di una ventina di persone. “Un progetto – spiega Minea – che fa il paio con l’avvio dell’incubatore e l’insediamento nell’area industriale di Termini Imerese di aziende innovative, tra cui la stessa Raybotics. Di fatto comincia a delinearsi la vocazione innovativa di quest’area che può trovare nei nuovi prodotti una base di rilancio concreta tanto da dare al territorio alcune risposte che aspetta da anni”.

Il Sole 24 Ore 23 luglio ’21

mercoledì 14 luglio 2021

Gli operai ex Fiat di Termini Imerese di nuovo in protesta davanti la sede della Regione

 PALERMO, I LAVORATORI DELLA BLUTEC TORNANO IN PIAZZA: SIT IN DI PROTESTA ALLA REGIONE

La decennale cassa integrazione prorogata fino a settembre non può tenere tranquilli gli operai ex Fiat di Termini Imerese che oggi ridiscendono in piazza con un sit in davanti la presidenza della Regione Sicilia “governata” da Musumeci.

“…chiedono un incontro con il ministero dello sviluppo economico” dice il Giornale di Sicilia di oggi perché non si sa ancora niente delle proposte che sarebbero arrivate come risposta al bando per la re-industrializzazione dell’area, né si conosce il numero degli operai che potrebbero essere impiegati, se davvero questo progetto piuttosto fumoso dovesse partire.

Mentre altri operai, 54 ex Bienne Sud, ex indotto Fiat, hanno già protestato ieri a Termini Imerese per il rinnovo della mobilità in deroga che doveva passare con un emendamento che non è invece passato, gli operai in sit in oggi purtroppo ancora “sperano” che la “Regione faccia la sua parte” perché “ci sono da collocare 600 lavoratori della ex Fiat più 400 dell’indotto: 1000 famiglie che da 10 anni attendono risposte”.

“Ora il panorama quindi appare critico, perché a settembre scadrà l’ammortizzatore sociale – continua il quotidiano -: “È un dramma nel dramma, perché scadendo a fine settembre la cassa integrazione rischiamo il licenziamento. Rischiare il licenziamento a una certa età diventa complicato”, dice un ex operaio.

Così facendo “diventa complicato” tutto! Gli operai non possono continuare a “sperare” nelle istituzioni o nelle eterne promesse di politici interessati: ci vuole per forza un salto di qualità nel tipo di lotta…