venerdì 18 ottobre 2019

Blutec, il ministro Provenzano assicura: "Ci sarà la proroga degli ammortizzatori sociali"

Questo viene riportato da un articolo di Repubblica online. E fin qui sono solo parole, adesso si aspetta che i soldi della cassa integrazione arrivino davvero... ma soprattutto che gli operai pensino a come fare ripartire la lotta per il lavoro vero...


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Il responsabile del dicastero del Sud a Palermo: "Temo un aggravamento delle condizioni economiche del Meridione"

"Ho sentito il ministro del lavoro: il Mef ha firmato il decreto per il prolungamento fino a dicembre degli ammortizzatori sociali per lo stabilimento blutec di Termini Imerese". Ad annunciarlo è stato il ministro per il sud, giuseppe provenzano, a palermo, incontrando i giornalisti nella sede della prefettura. "Blutec è la prima più grave crisi industriale che ha vissuto la sicilia - ha sottolineato provenzano - e che putroppo è stata spesso dimenticata anche a livello nazionale". A proposito degli ammortizzatori sociali per gli ex lavoratori sicilfiat, il ministro per il sud ha comunque sottolineato: "È necessario un momento più strategico in cui si provi a rilanciare il futuro industriale di quell'area".

https://palermo.repubblica.it/politica/2019/10/18/news/blutec_il_ministro_provenzano_assicura_ci_sara_la_proroga_degli_ammortizzatori_sociali_-238901843/

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sciopero generale 25 ottobre lo Slai Cobas s c adersce e organizza nei posti di lavoro e nelle città iniziative di lotta

martedì 15 ottobre 2019

A PROPOSITO DEL "NUOVO" GOVERNO...

GLI OPERAI DEVONO SAPERE COM'E' FATTO IL COSIDDETTO NUOVO GOVERNO PER POTERLO COMBATTERE MEGLIO
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sabato 12 ottobre 2019

A proposito di operai Fiat... FCA Melfi - lettera di un gruppo di operai - gia il 30 settembre scorso eravamo stati alla FCA e avevamo registrato questa situazione - vedi sotto

Da Vulturenews.net del 9 ottobre
Riceviamo e pubblichiamo la lettera redatta da un gruppo di operai della FCA di Melfi:
«Il Sindacato ha l’obiettivo di rappresentare e tutelare i diritti dei lavoratori, di qualsiasi categoria produttiva.
Iscriversi serve ad avere un interlocutore che si erga a portavoce dei tuoi interessi e faccia valere i tuoi diritti attraverso varie forme e proteste, purtroppo questa premessa non è valida nello stabilimento FCA di Melfi che, grazie al non fare del sindacato, ha calpestato la dignità di noi lavoratori.
Siamo delusi. Pensavamo che il sindacato avesse dei principi, le RSA (rappresentanti sindacali aziendali) pensano solo a fare carriera e a fare i propri interessi (assunzione dei parenti, e carriere interne), sono politicanti da quattro soldi, un tempo non sarebbe stato cosi.
Avremmo potuto ottenere tanto, ma non hanno mosso un dito per risolvere i tanti problemi (carichi di lavoro, reparti non riscaldati/rinfrescati, fumi, dpi assenti, mancanza di controllo nel gestire la CDS).
La figura delle RSA è inerme; anche se qualcuno di loro vuole risolvere qualcosa, i segretari regionali placano gli animi di alcune RSA, rafforzando ancora di più il potere della FCA di Melfi.
Questo comportamento favorisce la parte corrotta del sindacato e rafforza il predominio dell’azienda, tutto ciò a discapito dei tanti lavoratori onesti.
Tale debolezza del sindacato è apparsa in maniera evidente, nei confronti della gestione Fiat di Sergio Marchionne, ma sopratutto rispetto al jobs Act e alla riforma del diritto al lavoro in Italia, cercando subdolamente d’introdurre un modello di rappresentanza diretta individuale del lavoratore nei confronti del datore di lavoro e quindi la fine dell’intermediazione sociale del sindacato stesso, accentuata ancora di più dal contratto CCSL che ha tolto il diritto di sciopero, unica arma per difendersi dal non voler migliorare le condizioni lavorative.
Tra noi lavoratori della FCA di Melfi c’è oggi una solitudine disarmante, rispetto all’indifferenza del sindacato verso problemi esistenti.
Per noi lavoratori, il sindacato può avere ancora una funzione importante e utile, a condizione che riesca a ricostruire una relazione autentica con i lavoratori e funzionale alla gestione dei bisogni, non vendendosi, senza tutelare la dignità del lavoratore.
Basta con i proclami da parte dei Segretari confederali “Alla FCA di Melfi si farà il terzo modello e avverrà l’elettrificazione dei modelli”, ben venga il lavoro, ma chiediamo condizioni lavorative migliori.
In altre parole, c’è sempre bisogno di produrre pensiero, interloquire con i lavoratori per la realizzazione della giustizia sociale che dovrebbe essere l’obiettivo fondamentale del sindacato».
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Fca/Sata Melfi
Gli operai si sentono abbandonati da tutti. Non vi sono recentemente assemblee sindacali né sulla cassintegrazione, sull'accordo che ha portato alla cig, né sul contratto metalmeccanico.
Quasi tutti gli operai sono toccati alla cig, che quantomeno dovrebbe durare fino a dicembre, ma che di fatto con la politica con cui viene fatta è permanente. Nell'accordo vi era che dovessero fare comunque 15 gg di lavoro nel mese per mantenere per intero assegni, ratei, ecc., invece negli ultimi due mesi vari operai hanno lavorato solo 9/10 gg. Si dice che nel nuovo anno la cig dovrebbe terminare perchè inizia la produzione ibrida (metà elettrica, metà benzina). Ora si producono solo i suv (3 tipi: Jeep Renegate, 500 X, e un'altra Jeep), ma davvero andrà così?...

martedì 8 ottobre 2019

La Blutec, ex Fiat Termini Imerese, va in amministrazione straordinaria?... Sindacati e governo fanno incontri mentre gli operai da mesi sono ancora in attesa della Cassa integrazione

Mentre i sindacati confederali, Cgil-Cisl-Uil chiedono a tutti gli interlocutori da anni, 8 anni solo in questa vertenza, di “garantire” questo e quello… gli unici che non garantiscono proprio niente sono loro; né volontà né dignità né indirizzo giusto nella lotta!
Il loro linguaggio è sempre uguale: veri elemosinanti che parlano di “speranze” e ancora dopo 8 anni sono “In attesa di un piano industriale credibile”, nella sostanza hanno condiviso la “politica industriale” di tutti i governi e ora anche di questo.
“Questo governo in Economia ha intenzione di mettere insieme i provvedimenti economici dei governi targati PD, con i provvedimenti demagogici dei 5stelle; una mistura antioperaia e contro i diritti dei lavoratori, che rivaluta e rilancia la precarietà assistita.
“D’altra parte il sì al Jobs Act e la sua considerazione come un fatto compiuto da cui non si può tornare indietro è comune a tutte le forze parlamentari. La destra reazionaria di Salvini, Meloni e Berlusconi, vogliono ancora più potere per le imprese, cioè per i padroni, e non certo quindi per i lavoratori. E anche la forza che in parlamento si presenta più a “sinistra”, LeU è ormai dentro il governo.” (dall’ultimo numero di proletari comunisti sul “nuovo” governo).
Gli operai che in questi anni hanno visto e vissuto sulla propria pelle tutto questo sanno che non c’è futuro su questa via… devono solo decidere di imboccare un’altra strada!

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Per evitare il fallimento di Blutec si gioca l’ultima carta possibile: quella della amministrazione straordinaria.
Questo quanto emerso ieri nel corso della riunione al Ministero dello sviluppo economico dove si affrontava la vertenza nazionale. Il commissario giudiziario ha comunicato lo stato dell’azienda.  (18 mila euro in cassa, 250 cause in corso, nessun programma di manutenzione impianti, prescrizioni degli ispettori del lavoro e della Asl, tre istanze di fallimento, dal 2017 nessun contributo Inps versato.)...
 la prossima settimana, dunque, l’amministrazione giudiziaria presenterà formalmente la domanda al ministero. L’amministrazione straordinaria lavorerà per portare in bonis l’azienda per affidarla ai legittimi proprietari o per trovare un acquirente. In campo
anche l’ipotesi di affitto di rami d’azienda.
Nel frattempo, per i lavoratori di Termini Imerese potrà essere possibile accedere alla cassa integrazione anche per il prossimo anno, visto che l’attuale era in scadenza al 31 dicembre. “Confidiamo che la domanda di amministrazione straordinaria – spiega Gianluca Ficco segretario nazionale della Uilm – venga accettata, poiché oggi appare l’unico modo per scongiurare il fallimento e forse anche per assicurare la necessaria copertura di ammortizzatori sociali”. “In attesa di un piano industriale credibile – conclude Ficco – per tutti gli stabilimenti italiani, dalla Sicilia al Piemonte, abbiamo avanzato una serie di richieste specifiche per alleviare la situazione. Più in particolare abbiamo chiesto al Ministero del lavoro di accelerare la procedura per approvare la erogazione della cassa integrazione, che non è più percepita dal mese di giugno. Inoltre, continuiamo a insistere affinché si permetta ai lavoratori di Termini di poter beneficiare dell’anticipo pensionistico legato allo svolgimento di lavori usuranti”. Per la Fiom Cgil è necessaria una ripresa del confronto per l’intervento del governo, attraverso Invitalia, e la Regione che si devono assumere direttamente la responsabilità di governare la reindustrializzazione di Termini e il processo di rioccupazione, anche individuando più soluzioni industriali.” “Unica strada da potere perseguire in questo momento ma serve trovare delle soluzioni industriali per Termini”, spiega Antonio Nobile della Fim Cisl, “fondamentale che l’amministrazione straordinaria metta in sicurezza tutte le attività di Blutec e anche della capogruppo Metec, condizione necessaria per costruire le condizioni di un progetto di piano industriale che dia una risposta occupazione per tutti i dipendenti”.
Giornale di Sicilia 4 ottobre ’19

domenica 29 settembre 2019

Ex Fiat Termini Imerese: Altro sequestro dei fondi al padrone della Blutec Ginatta che ha investito i soldi del rilancio della fabbrica in attività speculative

La proprietà privata dei mezzi di produzione prevista dal sistema capitalistico fa questi “scherzi”! Il padrone si sente libero di fare quello che vuole con le fabbriche e i soldi pubblici.

In questa vicenda non solo il padrone Ginatta e si suoi figli si rivelano degli incapaci di gestire la produzione industriale, ma anche dei veri e propri delinquenti che giocano in borsa con i soldi pubblici, mentre un migliaio di operai è ancora in cassa integrazione, che scade a dicembre, ma, come riporta il Sole24Ore (https://www.ilsole24ore.com/art/taglio-cuneo-fiscale-busta-paga-le-due-ipotesi-tavolo-ACpaU2l)
“… rimane ancora in stand by l’avvio al Senato dell’esame per la conversione in legge del Dl 101 entrato in vigore lo scorso 5 settembre con le misure a tutela dei rider, a favore delle aree di crisi complessa, con le disposizioni salva Ilva, per Whirlpool, Blutec di Termini Imerese, per l’ex Alcoa di Portovesme e per la stabilizzazione dei precari di Anpal servizi.”
Gli operai non hanno altra via che prendere nelle proprie mani la battaglia e portarla avanti senza ulteriori attendismi…


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Termini Imerese, Metec nel caos dei fondi pubblici
Malversazioni
Parte delle risorse incassate dalla controllata Blutec finite in attività speculative
Una parte dei fondi incassati da Blutec per il rilancio dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese è stato investito in attività speculative (titoli esteri) non riconducibili alla realizzazione del progetto del Contratto di sviluppo per la riqualificazione del polo industriale del palermitano. È solo una delle accuse contenute nel decreto di sequestro di MetecSpa, la società che fa capo a Roberto Ginatta e che controlla Blutec e altre società, tra cui la Alcar Industrie Srl, con sedi a Lecce e Vaie (To), acquisita per l’80% all’inizio di agosto e operante nella fornitura di carpenteria nel settore delle macchine movimento terra, dei macchinari agricoli e per le costruzioni stradali. Metec verrà a breve affidata dal Gip e un amministratore per l’ordinario prosieguo dell’attività d’impresa. Un sequestro per un valore di 16 milioni, eseguito dagli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Palermo e in particolare dal gruppo tutela spesa pubblica guidato dal tenente colonnello Daniele Tino su delega della procura della Repubblica di Torino dove Ginatta e Cosimo Di Cursi, amministratore delegato di Blutec, sono indagati con l’accusa di malversazione a danno dello Stato. Quello eseguito ieri dai finanzieri è un sequestro per equivalente e che arriva dopo che il tribunale del riesame di Torino ha respinto il ricorso degli indagati.


Tra le accuse agli indagati anche quella di aver versato, senza giustificazione, due milioni circa sul conto della società Due G Holding legalmente rappresentata da Giovanna Desiderato ma nella proprietà dei figli di Roberto Ginatta (Mario e Matteo Orlando). Due milioni che si aggiungono agli otto investiti in titoli di Stato esteri.
Così il flop del rilancio dell’ex Fiat di Termini Imerese (uno dei pochi casi negativi di Contratti disviluppo nel nostro Paese come potere leggere nel rapporto Sud allegato al Sole 24 Ore) è raccontato nei dettagli in una ventina di pagine firmate dai magistrati torinesi secondo cui buona parte della prima tranche di finanziamenti erogati a Blutec da Invitalia (16 milioni appunto su un totale di 21,3 milioni erogati tramite Invitalia) sarebbero stati spesi per attività non coerenti con il Contratto di sviluppo. O comunque i giustificativi presentati dai manager non sono in linea con le finalità dello strumento che doveva servire a rilanciare l’area e a ridare lavoro a 400 ex dipendenti Fiat. I legali di Metec, ovviamente, sono di tutt’altro avviso come si evince anche leggendo le carte della Procura.
La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Blutec e la capogruppo Metec ha portato al capolinea un progetto che valeva 240 milioni di euro per l’intera area industriale e 97 milioni (di cui 71 milioni di soli incentivi): 67 a titolo di finanziamento agevolato, quattro milioni a fondo perduto a titolo contributo impianti) per lo stabilimento di Termini Imerese. Gli operai (circa mille tra diretto e indotto) sono finiti nel limbo della Cassa integrazione che scade a dicembre grazie a un provvedimento di proroga che era stato promesso da Luigi Di Maio, a quel tempo (autunno dell’anno scorso) ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.
A luglio, sempre su delega della Procura torinese, erano stati sequestrati disponibilità finanziarie e beni di varia natura riconducibili alla Blutec e agli indagati per un valore complessivo di circa 6 milioni, nonché il 15% circa delle azioni della Metec, il cui valore, “attenendosi prudenzialmente alle risultanze del bilancio era stato stimato in 10 milioni di euro” spiegano gli investigatori. Dopo il sequestro e l’immissione in possesso da parte dell’amministratore giudiziario delle quote della Metec “una più complessa attività di stima, che ha tenuto conto della notevole esposizione debitoria di Blutec, ha portato alla conclusione che l’effettivo valore di Metec si aggiri sui 9,4 milioni” spiegano ancora gli inquirenti.

Il Sole24Ore 27 settembre ’19

lunedì 23 settembre 2019

GLI OPERAI BLUTEC EX FIAT TERMINI IMERESE RITORNANO A PROTESTARE, OCCUPANO LA STAZIONE

Blutec, i lavoratori occupano la stazione di Fiumetorto: "Il governo ci convochi subito"
La fabbrica è praticamente ferma e da otto anni i lavoratori sono in cassa integrazione. "Siamo alla vigilia del collasso", dicono i sindacati

23 settembre 2019
 I lavoratori della Blutec hanno occupato la stazione di Fiumetorto, nella zona industriale di Termini Imerese. La decisione è arrivata dopo un'assemblea convocata da Cgil, Cisl e Uil nell'ex stabilimento della Fiat. I 650 operai chiedono la convocazione di un tavolo a Roma e il rinnovo della cassa integrazione scaduta a giugno.
"Entro il 31 ottobre il commissario di Blutec dovrà presentare il piano industriale ma ad oggi non c'è alcuna garanzia sul rilancio dell'area - dice il segretario della Fiom Roberto Mastrosimone - Il governo ci convochi subito senza perdere altro tempo coinvolgendo Fca o altri investitori interessati a riavviare la produzione. La fabbrica è praticamente ferma. Da otto anni i lavoratori sono in cassa integrazione, siamo alla vigilia del collasso". Alla stazione anche Vincenzo Comella dei metalmeccanici della Uil: "Il governo si sbrighi, abbiamo già perso tempo con l'estate".
Sono oltre cento i lavoratori che stanno occupando la stazione. Un gruppo aveva proposta di fermare il traffico in autostrada, ma alla fine ha prevalso la linea soft. Gli operai non stanno bloccando la circolazione, ma oltrepassando la linea gialla, hanno rallentato un treno. "Questa azione è necessaria per riportare la vertenza sul tavolo nazionale. I lavoratori non ce la fanno più, non hanno reddito da tre mesi e non vedono soprattutto una prospettiva. La protesta continuerà fin quando non avremo risposte dalle istituzioni", dice Antonio Nobile della Cisl.
I sindacati, insieme ai lavoratori, stanno valutando come proseguire la mobilitazione. "Chiederemo un incontro urgente alla Regione", dicono.

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/09/23/news/blutec_i_lavoratori_occupano_la_stazione_di_fiumetorto_il_governo_ci_convochi_subito_-236722208/

venerdì 6 settembre 2019

Prorogata la cassa integrazione fino al 31 dicembre...

IL presidente Mattarella ha firmato e Il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 207 del 4 settembre 2019, il Decreto Legge n. 101/2019 contenente disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali.