martedì 24 novembre 2020
lunedì 16 novembre 2020
GLI OPERAI HANNO BISOGNO DEL LORO GIORNALE PER LA BATTAGLIA COMPLESSIVA CONTRO PADRONI E GOVERNI
mercoledì 4 novembre 2020
SCIOPERO OPERAI METALMECCANICI 5 NOVEMBRE
È il momento di una lotta vera, determinata, generale
per aumenti salariali, nessun licenziamento, riduzione
dell'orario di lavoro a parità di paga, sicurezza e salute senza sconti
sui posti di lavoro!
Lavoratori/lavoratrici,
il rinnovo del contratto di
lavoro dei metalmeccanici e di molti altri contratti di lavoro cade nel mezzo
di una grave crisi pandemica ed economica prodotta dal sistema capitalistico,
che ha contribuito a trasformare il virus in strage con criminali tagli alla
sanità pubblica avvenuti negli ultimi vent’anni
per mano dei governi di
centro-destra, “tecnici” e di centro-sinistra, sempre al servizio del
padronato.
Ora i padroni pretendono ancor
più di far pagare questa situazione
proprio alla classe lavoratrice. Il presidente di Confindustria Bonomi ci ha
sferrato un attacco brutale: zero aumenti salariali, sblocco dei licenziamenti,
più produttività. Con questo terrorismo punta a concludere dei contratti-bidone
sul tipo dell’ultimo contratto dei metalmeccanici, che ha portato nelle tasche
dei lavoratori 40 euro lordi in 3 anni e una ‘flessibilità’ senza limiti, e sui conti dei capitalisti e dei banchieri montagne di profitti.
Fiom-Fim-Uilm sono stati costretti a rompere le trattative, ma
ci hanno messo un mese per attuare uno sciopero di sole 4 ore perché stanno
cercando di ricucire a tutti i costi il filo della trattativa.
L'unico modo per riaprire la
trattativa sui rinnovi contrattuali ad armi pari coi padroni è la lotta
prolungata in tutte le fabbriche fino a un
vero sciopero generale!
Noi lavoratori/lavoratrici che
stiamo già pagando un alto prezzo per l’obbligo di andare al lavoro, ci siano o
no le condizioni di sicurezza, dobbiamo evitare un nuovo contratto a perdere, dobbiamo
dare vita ad una lotta vera e
determinata, che sia di esempio, come è stato in passato, anche per le
altre categorie. Facciamoci forti del nostro numero e della nostra funzione
sociale: siamo la classe indispensabile, se ci fermiamo noi, si ferma
tutto.
Piene misure di sicurezza sul
lavoro per tutti/e! Fermo delle fabbriche a rischio!
Non siamo carne da macello,
senza sicurezza non si lavora
Nessun licenziamento! Cassa
integrazione pari al 100% del salario!
Non un centesimo in meno
dell’8% dell’aumento
salariale previsto in
piattaforma!
Basta con le “flessibilità”
concesse negli ultimi contratti!
Totale parità normativa,
salariale, di orari, etc., tra lavoratori diretti e lavoratori degli appalti!
L’azienda committente deve essere ritenuta responsabile per tutto ciò che
avviene negli appalti in materia di condizioni di lavoro e sicurezza
Nazionalizzazione delle
aziende che chiudono, a iniziare dalla Whirpool!
Raccogliamo l’esempio di lotta
dei facchini e dei driver della logistica che hanno ottenuto in questi anni
importanti miglioramenti grazie a dure lotte e alla loro auto-organizzazione
con i sindacati classisti e combattivi.
Unire le forze di tutte le
categorie in scadenza di contratto per in un solo fronte di classe!
Rilanciamo con forza la lotta
per la riduzione drastica e generalizzata dell'orario di lavoro a parità di
salario; imponiamo una patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della
popolazione!
I bisogni, le necessità, le
aspirazioni di riscossa dei lavoratori sono comuni, e comune dev’essere
la nostra risposta di lotta a questo padronato assetato di profitti e di
sangue, al governo Conte-bis che, con abilità manovriera, non fa altro che
assecondarlo, a ogni governo dei padroni
Per informazioni 338.7708110
Patto
d’azione anticapitalista- per un fronte unico di classe
mercoledì 14 ottobre 2020
INVITO A PARTECIPARE: Dopo l’assemblea di Bologna di 500 lavoratrici e dei lavoratori combattivi del 27 settembre...
Dopo l’assemblea di Bologna di 500 lavoratrici e dei lavoratori combattivi del 27 settembre
Informazione di chi ha partecipato direttamente e sulle decisioni prese dall’ ASSEMBLEA di circa 500 LAVORATRICI E LAVORATORI che hanno portato la voce delle lotte più combattive che si stanno sviluppando in tutto il paese, dal nord al sud in un clima caratterizzato da denuncia, spirito unitario e volontà di lotta nei vari territori costruendo mobilitazione nazionale contro padroni e governo che apra di fatto il “nostro” autunno caldo.
Verso la giornata di lotta nazionale per il 24 ottobre, come nuova tappa di un percorso volto a rafforzare, partendo dalle lotte reali, il ruolo del Patto d’azione per il fronte unico di classe anticapitalista contro padroni, governo, Stato borghese e Capitale
GIOVEDI 15 OTTOBRE alle ORE 15,30
Presso la sede dello Slai cobas per il sindacato di classe
Via G. del Duca 4 Palermo
Invitiamo tutti a partecipare
Per info e contatti 3387708110
martedì 18 agosto 2020
Continua lo scambio di carte tra Smart City Group che prevedono la scadenza a ottobre 2020 per dare avvio al progetto e i commissari della Blutec, ma ancora niente di concreto per i 700 operai oramai in cassa integrazione da un decennio
domenica 21 giugno 2020
Blutec Torino/Termini Imerese - nuovamente arrestato il padrone messo lì dai governi di questi anni e con sindacati confederali a tenergli bordone
Torino, dalla Lombardini a Blutec: l'avventuroso percorso industriale di Roberto Ginatta
Ed è anche un segno dei tempi ovvero l’epilogo di un percorso lungo il quale sono state cercate quelle scorciatoie che nella stragrande maggioranza dei casi portano a un traguardo assai diverso da quello che si voleva raggiungere.
Ginatta è caduto sull’auto e su un vago e pasticciato progetto di vettura elettrica con presunzione di poter usare a suo piacimento il danaro pubblico a Termini Imerese. E' arrivato al capolinea di un percorso imprenditoriale che sembrava irresistibile prima di diventare avventuroso.
Esplode, ma tenendosi sempre in ricercato sottotono, in quell’universo dell’indotto dell’auto che sembra inesauribile negli anni ruggenti della Fiat. Diventa uno dei nomi di spicco del settore, una vera potenza, una macchina di iniziative e di soldi. Insomma una forza che lo incoraggia a misurarsi a vario titolo in diverse attività e incrociando anche fuori dal Piemonte con imprese come Vagnone e Boeri, Lombardini, Magneti Marelli, Dayco, Rgz.
Tenta con poco successo anche un colpo fuori dal perimetro delle sue competenze quando si fa parte di una cordata per la conquista della prestigiosa casa editrice Einaudi. La partita finisce a favore della berlusconiana Mondadori che si aggiudica la società di via Biancamano, un’istituzione di Torino. Poi l’attrazione fatale per un’azienda in disarmo come la ex Fiat di Termini Imerese che nel ridimensionamento del gruppo del Lingotto viene sacrificata e deve cercarsi un suo futuro che non è facile nel sottosopra mondiale dell’industria dell’auto. Ma lui, Roberto Ginatta, crede di vedere uno spiraglio per una ripartenza che sembra percorribile forse col retropensiero del ricorso ai finanziamenti pubblici. Mette in piedi per questo Blutec spa,
Inutile dire che l’operazione Termini Imerese è un pessimo libro dei sogni nel quale le poche pagine buone vengono declinate in modo truffaldino e non possono che portare dove appunto hanno portato.
Ma sarebbe una storiaccia condita di errori e furbizie se non fosse stato scritto, come invece è avvenuto, il capitolo della malversazione che risulta tanto inaccettabile quanto odioso se si pensa che esso coinvolge centinaia di lavoratori che già si portano addosso le ferite della loro vicenda di dipendenti Fiat.
Ginatta non ha misurato il passo o se lo ha fatto ha sbagliato nel pesare, sopravvalutandole, le sue forze e la sua capacità, provando a mettersi in continuità con un mondo che era tramontato senza che lui se ne accorgesse. Si è forse illuso di trovarsi anche sotto il grande ombrello della Fiat e di un indotto auto che in quella forma sembravano inesauribili. Non si è reso conto che era finito il “secolo breve” dell’industria dell’auto made in Italy. Forzando la mano e qualcos’altro, si è convinto di poter tentare una nuova avventura, entrando in un mondo che probabilmente non era alla sua portata. Ed è stata la sua dannazione.
Il resto sarà una storia di preoccupazione per i lavoratori incolpevoli e un’altra vicenda di imprenditori torinesi da dimenticare.
mercoledì 6 maggio 2020
In vendita l’ex Fiat di Termini Imerese: così hanno deciso i commissari Blutec
tecnologicamente avanzata in Italia e all’estero è abbastanza interessante.



