venerdì 5 marzo 2021

LETTERA APERTA AGLI OPERAI

DALLE LAVORATRICI E DONNE IN LOTTA NELLO SCIOPERO GENERALE DELL'8 MARZO

LETTERA APERTA AGLI OPERAI

 

Perché gli operai devono e hanno interesse come classe ad appoggiare lo sciopero delle donne, nella giornata dell'8 marzo.

Lo sciopero delle donne è una questione molto importante di cui ogni lavoratore deve prendere coscienza. La battaglia delle donne proletarie, della maggioranza delle donne, porta, per la sua condizione di attacco a 360°, di doppio sfruttamento e doppia oppressione sul lavoro e in casa, una "marcia in più", un bisogno/necessità di rovesciare questo sistema sociale capitalista in ogni aspetto. Per questo anche i lavoratori devono unirsi a questo sciopero, sostenerne le ragioni e la piattaforma delle donne/lavoratrici. L'8 marzo non si tratta di un normale sciopero sindacale, ma è di una lotta che riguarda la trasformazione di questo sistema che scarica crisi e pandemia sui lavoratori e masse popolari, e di cui le donne sono doppiamente vittime, mentre un pugno di capitalisti si arricchisce sul nostro lavoro, sulla nostra miseria, sull'attacco ai nostri diritti.

Questa lotta, quindi, riguarda tutta la classe operaia e porta una ricchezza nel movimento generale di lotta.

La guerra contro le donne, fatta non solo di peggioramento delle condizioni di vita, di scarico sulle donne della mancanza di servizi sociali, sanitari - oggi ancora di più con la pandemia e lo stato disastroso della sanità, in corso -, non solo di discriminazioni sul lavoro, ma anche di brutale violenza, femminicidi, - e come non chiamare “guerra” quando una donna ogni tre giorni viene uccisa? - questa guerra è la punta di iceberg di un humus, concezioni reazionarie, di oppressione che sempre più nei periodi di crisi come questo, è “compagno di strada” degli attacchi ai diritti di libertà, di emancipazione di tutti, e vengono usate per far meglio passare i peggioramenti generali delle condizioni di vita e di lavoro e schiacciare la volontà di una società giusta, senza sfruttamento e miseria per tutti.

Sempre, anche in passato, in altri periodi storici, il grado di “civiltà” delle donne è stato cartina di tornasole del grado di civiltà o inciviltà dell'intera società. E, sempre, la ribellione e la lotta combattiva delle donne ha elevato la coscienza dei lavoratori, dei proletari in generale ed è diventata una diga alla barbarie maschilista capitalista, mostrando la necessità di rovesciare tutto il sistema dalla struttura alla cultura, idee...

Per questo gli operai o stanno dalla parte della battaglia delle donne o stanno dalla parte dei “morti in piedi”, dei potenti, dei padroni, dei governo, degli Stati che odiano le donne e vogliono fare della loro subordinazione, del ruolo di grande "ammortizzatore sociale" della famiglia, uno strumento per scaricare la loro crisi sulle masse, per controllare, soffocare la ribellione del proletariato; come vogliono fare dell'imbarbarimento di sfogarsi sulle donne come “oggetto sessuale di proprietà”, la perpetuazione di una società morente.

Gli operai che non hanno nulla in questa società se non le loro catene, ma che hanno testa per pensare, devono, anche nell'interesse della loro battaglia di classe, sostenere e imparare dalla ribellione e dalla lotta delle donne.

Movimento femminista proletario rivoluzionario


mercoledì 3 marzo 2021

Operai di nuovo in protesta: assemblea e presidio davanti lo stabilimento... per il rinnovo della cassa integrazione e la reindustrializzazione!

 Questo il punto della vertenza come riportato dal Sole24Ore del 25 febbraio

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Chiesto un tavolo di confronto

Termini Imerese, tensione alla ex Blutec per i 635 posti a rischio

Si sono ritrovati in 300 davanti ai cancelli della fabbrica, quella che ormai tutti chiamano ex Blutec, nel cuore della zona industriale di Termini Imerese. Poco meno della metà degli oltre 635 ex Fiat ormai in cassa integrazione perenne e i 300 ex lavoratori dell’indotto. E lì intendono rimanere, almeno così dicono, fino a quando non arriverà la convocazione del ministero dello Sviluppo economico: hanno inviato la richiesta al ministro Giancarlo Giorgetti e hanno intanto montato due tende per un presidio permanente. “Rimarremo qui fino a quando il ministero dello Sviluppo non ci convocherà e siamo pronti a mettere in campo iniziative di mobilitazione. I lavoratori attendono una risposta industriale e occupazionale, inoltre la scadenza il 30 giugno della tutela degli ammortizzatori sociali impone al Governo nazionale e a quello regionale di trovare una soluzione”, avverte il segretario della Fiom, Roberto Mastrosimone.

Da qualche settimana ormai cresce l’agitazione in tutta l’area di Termini Imerese. C’era attesa, soprattutto, per l’appuntamento del 5 febbraio, data in cui il Mise avrebbe dovuto pronunciarsi sul programma dell’amministrazione straordinaria di Blutec “che deve individuare la soluzione di reindustrializzazione del sito e dare un futuro occupazionale ai lavoratori e al territorio” scrivono i sindacati. Ma ci sono anche altre questioni che preoccupano non poco gli operai: “la garanzia dei livelli occupazionali e della reindustrializzazione deve avvenire attraverso la costituzione di una società partecipata dai creditori pubblici e da Invitalia. In questo senso il precedente governo si era impegnato ad individuare soluzioni tecniche e successivamente ad approvare il programma”.

Intanto anche i vertici del Consorzio Smart City Group promotore del progetto di reindustrializzazione dell’area si sarebbero mossi: secondo indiscrezioni nei giorni scorsi sarebbe stata inviata una lettera al ministro con l’obiettivo di prendere i contatti per rimettere in moto l’iter del progetto.

Dal fronte sindacale sperano che questa sia la volta buona: “Prima dell’attuale esecutivo Draghi ben sette governi e otto ministri dello Sviluppo Economico non solo non sono riusciti a trovare una soluzione industriale e occupazionale dentro lo stabilimento di Termini Imerese, ma nemmeno sono riusciti ad attuale forme di ricollocazione occupazione in altri ambiti lavorativi per un lavoratore ex-Fiat – affermano il segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano e il segretario Fim Cisl Palermo Trapani Antonio Nobile -. Abbiamo sollecitato il precedente governo a costituire una new-co controllata dai creditori pubblici di Blutec, nell’ambito di un accordo concordatario sui debiti che l’azienda ha nei confronti dello Stato. Questa soluzione consentirebbe alla nuova società di prendere in carico i lavoratori e lo stabilimento ed avviare così un processo di reindustrializzazione con le aziende interessate ad investire nel sito.”

Il Sole 24 Ore 25 febbraio 21

giovedì 28 gennaio 2021

venerdì 1 gennaio 2021

BUON ANNO, OPERAI!

  "...gli operai devono protestare perchè il loro silenzio sarebbe un riconoscimento del diritto della borghesia a sfruttarli..."

"...perchè il giorno decisivo il proletariato sia abbastanza forte per vincere è necessario che si formi un partito specifico, separato da tutti gli altri ed a loro contrapposto, un partito di classe, cosciente di sè..."

Friedrich Engels 

lunedì 21 dicembre 2020

La Blutec, operazione affaristico-politica gestita dai governi dei padroni con sindacati confederali ora complici, ora impotenti, sulla pelle degli ex/operai Fiat Termini Imerese

 Ora che diventa una questione di tribunali cosa ne viene agli operai?

Ci sono le condizioni per trasformarla in lotta, per un rilancio vero della fabbrica, con riassorbimenti e assunzioni di tutti gli operai?
Solo se si cambia strada e si costruisce l'autorganizzazione operaia

Slai cobas per il sindacato di classe 

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giovedì 10 dicembre 2020