mercoledì 12 novembre 2014

Incontro Ministero-Grifa-Sindacati del 10 novembre, che cosa è cambiato?

I toni troppo ottimisti dei titoli di alcuni quotidiani, tranne quello di Repubblica, sull'incontro di ieri non corrispondono ai risultati.
Se è vero che l'occupazione simbolica dello stabilimento di Termini Imerese di qualche giorno fa da parte di una dozzina di operai, durata una sola notte, è servita ad accelerare i tempi degli incontri, non ha però cambiato niente, nella sostanza, rispetto agli incontri precedenti.
E, infatti, adesso anche il quotidiano più guardingo, dopo le sparate dei primi momenti su questa vertenza, appunto La Repubblica, dice che per Termini i soldi della Grifa sono ancora un giallo.
Perché il problema principale continua ad essere quello del reperimento dei fondi per far partire la produzione. Non si capisce quindi la fretta della Fiom ieri di diramare un comunicato in cui dava ad intendere che finalmente il progetto può partire.

"Il nodo fondamentale – ripete Repubblica - riguarda i 25 milioni di euro che Grifa deve mettere sul piatto per avviare il progetto. Soldi che la società dichiara di avere nel patrimonio sociale, ma che attualmente non si trova nella sua disponibilità come denaro liquido. Sostanzialmente, spiegano fonti ben informate, si tratterebbe di fondi legati alla società Energy Crotone 1, azienda fotovoltaica che possiede il cento per cento delle azioni di Grifa, ma che nel proprio capitale sociale dichiara una disponibilità di soli diecimila euro." Certo De Vincenti ha tenuto a rassicurare ancora una volta, ma questo dato non è ancora cambiato tanto che "non è stato ancora dato il via libera definitivo da parte di Invitalia, l'advisor incaricato dal ministero dello Sviluppo economico di verificare se la società ha le caratteristiche finanziarie per portare avanti il progetto."

La Grifa, dietro la quale ci sarebbe anche la Fiat che per realizzare le tre versioni previste di un'auto del segmento A, fornirebbe il pianale Panda, motori ecologici, costruiti con componenti della casa torinese, "assicura che entro lunedì prossimo, quando è in calendario il prossimo incontro al ministero, saranno trasformati [i 25 milioni annunciati] da meri crediti in vera liquidità."
"Denaro che però da solo non basta: per dare il via libera al piano bisogna raccogliere quei 100 milioni di euro richiesti da Invitalia per avviare la produzione. In aiuto a Grifa, quindi, dovrebbe arrivare il Banco di Rio de Janeiro, fondo di investimenti brasiliano che apporterà un aumento di capitale di 75 milioni di euro alla società."
"Ieri, durante il vertice, il viceministro de Vincenti ha informato i sindacati di avere ricevuto la lettera ufficiale del Banco in cui si impegna a ricapitalizzare Grifa. Un documento che ha rasserenato gli animi ma che, di fatto, cambia poco o nulla rispetto a quanto detto nelle ultime settimane, ovvero che l'intervento finanziario del Banco di Rio de Janeiro arriverà, ma solo una volta firmato il Patto di servizio con Invitalia, documento che dà il via libera all'ingresso di Grifa a Termini Imerese."

Sul piano della produzione poi i problemi si vedono subito dato che la costruzione di automobili nell'ex stabilimento fiat dovrebbe ricominciare nella seconda metà del 2016 (quindi, tutto il 2015 sarebbe di cassa integrazione!) per partire alla fine entro il 2018!

Comunque, anche se Grifa e Banco di Rio i 100 milioni li trovano, rimane il grosso problema, oggi più di ieri, dei 240 milioni che la Regione, in pieno disastro finanziario, si è impegnata ad investire.

L'operazione si dovrebbe in ogni caso chiudere entro il 31 dicembre per permettere la cessione di ramo d'azienda e "salvare" i 760 operai Fiat, mentre a quanto pare è stato accantonato per il momento il problema degli operai dell'indotto.

Ancora una volta, la vera soluzione del problema dello stabilimento Fiat di Termini può essere solo nelle mani degli operai.

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