venerdì 6 dicembre 2019

27 MILIONI DI EURO SONO IL REGALO DI NATALE DEL GOVERNO ALLA FCA

MENTRE GLI OPERAI DEVONO ASPETTARE PERFINO LA CASSA INTEGRAZIONE... GLI OPERAI NON HANNO GOVERNI AMICI!
ROMPIAMO CON IL PASSATO, ORGANIZZIAMOCI E PASSIAMO ALL'AZIONE!
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IL REGALO DI NATALE ALLA FCA, 27 MILIONI DI EURO
Posted by Operai Contro



Patuanelli firma il decreto, 27 milioni di euro dal MISE agli azionisti di FCA. Agli operai in contratto di solidarietà nemmeno un euro, devono vivere in miseria in attesa di un improbabile rientro
Noi operai alla Fiat di Melfi e nell’indotto facciamo pochissime giornate di lavoro e se ci lamentiamo non è certo perché il lavoro in fabbrica ci piace ed è buono, ma solo perché prendiamo quattro soldi con tutta la cassa integrazione che ci fanno fare.
Alcuni di noi non raggiungono nemmeno le dieci giornate di lavoro al mese, il resto si resta a casa con la miseria dei quattro soldi del contratto di solidarietà che somiglia al reddito di cittadinanza che danno a quelli più poveracci di noi.
In fabbrica, quando andiamo, si lavora che sembra di essere a cottimo e si fa a gara fra turni a chi
produce di più, capi e capetti dei diversi turni fanno a gara per fare più bella figura con il padrone, tanto chi sgobba siamo noi operai.
Quando non serviamo più perché troppi di numero secondo il padrone, restiamo a casa a fare i conti con bollette e spese che aumentano, con il salario che diminuisce e non solo perché le giornate di lavoro pagate a salario pieno sono poche ma anche perché i prezzi delle cose aumentano continuamente.
Anche gli aumenti contrattuali sono una miseria, l’ultima volta i sindacati hanno chiuso la trattativa con i padroni dandoci un aumento di 50 centesimi al giorno. Il caffè alla macchinetta quello al bar, costa di più. Ormai il salario, tolte le spese per arrivare in fabbrica, davvero sembra un misero reddito di cittadinanza.
A casa ci fanno stare perché stanno ristrutturando una linea dove dicono dobbiamo produrre una nuova auto e sull’altra linea non serve fare tante auto perché non si vendono. Tempo fa, quando ci comandavano a lavorare a pieno regime, il padrone guadagnava un sacco di soldi, a noi dava un salario che serviva appena per vivere, adesso si lavora di meno, il padrone fa lavorare meno operai, ma guadagna lo stesso, mentre a noi, con i quattro soldi, ci tocca fare i salti mortali per sopravvivere.
Se ci guardiamo attorno, in giro ci sono quelli che stanno peggio di noi, fabbriche che chiudono, ammortizzatori sociali a finire e licenziamenti quotidiani, sempre se si riesce a portare sana e salva la pelle a casa fino alla pensione, considerando che 3-4 di noi operai ogni giorno ci lasciano e non per morte naturale. Ma che diavolo di sistema è questo! Eppure ci dicono che è il migliore, ma forse per chi, grazie a quello che produciamo fa la bella vita.
Nessun governo, né di destra, né di sinistra, né gialloverde o giallorosa, ci ha mai dato una mano. Per noi non c’è mai niente. E’ una vita che si va avanti così, quattro soldi per sopravvivere e logorati più degli altri. Una vita consumata in fabbrica a vedere sempre le stesse cose, che fra l’altro peggiorano pure. Puntualmente i governi mentre dicono che per noi che produciamo non ci sono soldi anche solo per arrotondare il salario ridotto, sborsano per i padroni milioni a palate.
Pure questi dei 5 stelle ci si dovevano mettere! Avevano detto che sarebbero andati al governo per aprire il parlamento come una scatola di sardine, e invece anche loro come gli altri aprono la cassaforte dello Stato per finanziare i padroni. Soldi per finanziare i padroni che già stanno bene, altro che abolire la povertà!
Hanno dato il mandato a Conte di venire a Melfi a dire che ci sono milioni per i padroni e che si possono mettere in fila. Ce ne è per tutti. I sindacati entusiasti e contenti hanno detto che sono pronti ad accettare tutto, compreso qualsiasi flessibilità sull’orario di lavoro. Tanto la flessibilità sul salario già c’è, ovviamente la flessibilità dell’orario è sulla nostra pelle, non devono lavorare mica loro. La Fiat dopo essersi assicurata altri soldi, ha annunciato cento assunzioni, cento assunzioni legate alla messa in funzione di un campus di ricerca per il quale hanno già preso altri soldi dalla Regione Basilicata in passato.
La Fiat, è proprio vero, se ne fotte di chi va al governo, sono tutti uguali quando sborsano soldi. Vedeva chiaro prima di andarsene Marchionne quando in riferimento ai 5 stelle diceva: “paura del M5S? Ne abbiamo passate di peggio”. Come peraltro lo stesso presidente di Confindustria Boccia nel 2018 dichiarava: “i 5 stelle non fanno paura, valutiamo i provvedimenti”, “l’importante è che non si cambino provvedimenti che hanno avuto effetti sull’economia reale”.
In verità sono cambiati i provvedimenti che inaspriscono le sanzioni contro gli operai, quelli sì, poi il resto non cambia mai, tutti a rotazione a favorire i padroni e i loro interessi.
Altro che le favole raccontate agli operai per prendere voti e andare al governo. L’alleanza con la piccolo borghesia leghista è servita per legiferare contro gli operai, l’alleanza della piccola borghesia col Pd serve per continuare a fare gli interessi della grande borghesia e a Melfi, come in altre fabbriche del gruppo, l’annuncio dei finanziamenti nelle tasche dei padroni e non in quelle degli operai ne è stata l’ennesima dimostrazione.
Crocco, operaio di Melfi

giovedì 24 ottobre 2019

ROMPIAMO CON LA CONTINUITA' CON IL PASSATO: SCIOPERIAMO

IL 25 OTTOBRE SI SCIOPERA
PER FARLA FINITA CON LA CASSA INTEGRAZIONE ETERNA
PER FARLA FINITA CON I SINDACATI CONFEDERALI CHE SVENDONO OGNI GIORNO DIGNITA' E LOTTA DEI LAVORATORI
PER UN LAVORO VERO
PARTECIPIAMO ALLE INIZIATIVE DI LOTTA
A PALERMO 
SIT-IN DI PROTESTA ALLE 9,30 DAVANTI L'ASSESSORATO REGIONALE DELLE POLITICHE SOCIALI E DEL LAVORO DI VIA TRINACRIA 

domenica 20 ottobre 2019

IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO NOMINA I NUOVI COMMISSARI PER LA GESTIONE DELLA VERTENZA BLUTEC


Vertenza Blutec, Provenzano ha incontrato i sindacati
Il Mise nomina i commissari “Ora il rilancio di Termini”
Nella triade c’è Glorioso: scelta la continuità
Il ministero dello Sviluppo economico ha completato la procedura per la nomina dei commissari di Blutec e di Ingegneria Italia (altra società del gruppo). Si tratta di Fabrizio Grasso, avvocato specializzato in diritto societario e contenzioso e arbitrati dello Studio Pedersoli di Torino, e Andrea Filippo Bucarelli commercialista di Roma. I due professionisti sono stati scelti con una estrazione a sorte tra quanti avevano presentato domanda al ministero. Ma il Mise ha ritenuto “opportuno completare l’organo commissariale con la nomina di Giuseppe Glorioso”, ovvero del commercialista palermitano già incaricato dalla procura di Termini Imerese e da quella di tornio dopo il sequestro dell’azienda “in considerazione delle competenze e delle conoscenze maturate finora in qualità di amministratore giudiziario della società, al fine di garantire quanto più possibile la continuità aziendale”.
Un passaggio, questo, che era stato auspicato anche dai sindacati dei metalmeccanici della Sicilia che avevano richiesto una scelta nel segno della “continuità”. “Con l’amministrazione straordinaria si pare una nuova fase – dice il segretario regionale della Fiom, Roberto Mastrosimone – è ovvio che ci aspettiamo dai commissari un’azione incisiva per l’area industriale e la ripresa produttiva. Il quadro in cui i commissari lavoreranno sarà quello della Legge Marzano che garantisce maggiori tutele anche ai dipendenti. Ieri, inoltre, le sigle dei metalmeccanici hanno incontrato il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano in prefettura. “Ho chiamato il commissario di Blutec Glorioso – ha detto il ministro - la nomina era un passaggio decisivo non solo per avere un po’ più di tempo ma anche per poter ripartire”. Buone notizie sullo sblocco della cig con la firma del Mef di ieri e prolungata fino a dicembre. “Le deroghe per la cassa integrazione degli anni 2017, 2018 e 2019 per i lavoratori della Blutec sono già state firmate. E il governo nazionale ha garantito il massimo impegno per chiudere in tempi brevi questa partita – dice Enzo Comella della Uilm Palermo dopo l’incontro. “Il ministro ha assicurato – ha aggiunto – anche l’apertura di un tavolo di confronto per il recupero dell’area industriale. È prevista, infine la sua visita a Termini Imerese”.
“Il ministro si p mostrato molto determinato nel dare supporto alla vertenza Blutec – ha spiegato Antonio Nobile della Fim Cisl di Palermo e Trapani – incidendo su governo Nazionale e regionale, noi dal conto nostro abbiamo chiesto una accelerazione immediata e di riprendere l’accordo di programma ricercando in maniera fattiva nuovi investitori”

Giornale di Sicilia 19 ottobre ’19

venerdì 18 ottobre 2019

Blutec, il ministro Provenzano assicura: "Ci sarà la proroga degli ammortizzatori sociali"

Questo viene riportato da un articolo di Repubblica online. E fin qui sono solo parole, adesso si aspetta che i soldi della cassa integrazione arrivino davvero... ma soprattutto che gli operai pensino a come fare ripartire la lotta per il lavoro vero...


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Il responsabile del dicastero del Sud a Palermo: "Temo un aggravamento delle condizioni economiche del Meridione"

"Ho sentito il ministro del lavoro: il Mef ha firmato il decreto per il prolungamento fino a dicembre degli ammortizzatori sociali per lo stabilimento blutec di Termini Imerese". Ad annunciarlo è stato il ministro per il sud, giuseppe provenzano, a palermo, incontrando i giornalisti nella sede della prefettura. "Blutec è la prima più grave crisi industriale che ha vissuto la sicilia - ha sottolineato provenzano - e che putroppo è stata spesso dimenticata anche a livello nazionale". A proposito degli ammortizzatori sociali per gli ex lavoratori sicilfiat, il ministro per il sud ha comunque sottolineato: "È necessario un momento più strategico in cui si provi a rilanciare il futuro industriale di quell'area".

https://palermo.repubblica.it/politica/2019/10/18/news/blutec_il_ministro_provenzano_assicura_ci_sara_la_proroga_degli_ammortizzatori_sociali_-238901843/

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sciopero generale 25 ottobre lo Slai Cobas s c adersce e organizza nei posti di lavoro e nelle città iniziative di lotta

martedì 15 ottobre 2019

A PROPOSITO DEL "NUOVO" GOVERNO...

GLI OPERAI DEVONO SAPERE COM'E' FATTO IL COSIDDETTO NUOVO GOVERNO PER POTERLO COMBATTERE MEGLIO
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RICHIEDETE UNA COPIA
a: prolcompa@libero.it

sabato 12 ottobre 2019

A proposito di operai Fiat... FCA Melfi - lettera di un gruppo di operai - gia il 30 settembre scorso eravamo stati alla FCA e avevamo registrato questa situazione - vedi sotto

Da Vulturenews.net del 9 ottobre
Riceviamo e pubblichiamo la lettera redatta da un gruppo di operai della FCA di Melfi:
«Il Sindacato ha l’obiettivo di rappresentare e tutelare i diritti dei lavoratori, di qualsiasi categoria produttiva.
Iscriversi serve ad avere un interlocutore che si erga a portavoce dei tuoi interessi e faccia valere i tuoi diritti attraverso varie forme e proteste, purtroppo questa premessa non è valida nello stabilimento FCA di Melfi che, grazie al non fare del sindacato, ha calpestato la dignità di noi lavoratori.
Siamo delusi. Pensavamo che il sindacato avesse dei principi, le RSA (rappresentanti sindacali aziendali) pensano solo a fare carriera e a fare i propri interessi (assunzione dei parenti, e carriere interne), sono politicanti da quattro soldi, un tempo non sarebbe stato cosi.
Avremmo potuto ottenere tanto, ma non hanno mosso un dito per risolvere i tanti problemi (carichi di lavoro, reparti non riscaldati/rinfrescati, fumi, dpi assenti, mancanza di controllo nel gestire la CDS).
La figura delle RSA è inerme; anche se qualcuno di loro vuole risolvere qualcosa, i segretari regionali placano gli animi di alcune RSA, rafforzando ancora di più il potere della FCA di Melfi.
Questo comportamento favorisce la parte corrotta del sindacato e rafforza il predominio dell’azienda, tutto ciò a discapito dei tanti lavoratori onesti.
Tale debolezza del sindacato è apparsa in maniera evidente, nei confronti della gestione Fiat di Sergio Marchionne, ma sopratutto rispetto al jobs Act e alla riforma del diritto al lavoro in Italia, cercando subdolamente d’introdurre un modello di rappresentanza diretta individuale del lavoratore nei confronti del datore di lavoro e quindi la fine dell’intermediazione sociale del sindacato stesso, accentuata ancora di più dal contratto CCSL che ha tolto il diritto di sciopero, unica arma per difendersi dal non voler migliorare le condizioni lavorative.
Tra noi lavoratori della FCA di Melfi c’è oggi una solitudine disarmante, rispetto all’indifferenza del sindacato verso problemi esistenti.
Per noi lavoratori, il sindacato può avere ancora una funzione importante e utile, a condizione che riesca a ricostruire una relazione autentica con i lavoratori e funzionale alla gestione dei bisogni, non vendendosi, senza tutelare la dignità del lavoratore.
Basta con i proclami da parte dei Segretari confederali “Alla FCA di Melfi si farà il terzo modello e avverrà l’elettrificazione dei modelli”, ben venga il lavoro, ma chiediamo condizioni lavorative migliori.
In altre parole, c’è sempre bisogno di produrre pensiero, interloquire con i lavoratori per la realizzazione della giustizia sociale che dovrebbe essere l’obiettivo fondamentale del sindacato».
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Fca/Sata Melfi
Gli operai si sentono abbandonati da tutti. Non vi sono recentemente assemblee sindacali né sulla cassintegrazione, sull'accordo che ha portato alla cig, né sul contratto metalmeccanico.
Quasi tutti gli operai sono toccati alla cig, che quantomeno dovrebbe durare fino a dicembre, ma che di fatto con la politica con cui viene fatta è permanente. Nell'accordo vi era che dovessero fare comunque 15 gg di lavoro nel mese per mantenere per intero assegni, ratei, ecc., invece negli ultimi due mesi vari operai hanno lavorato solo 9/10 gg. Si dice che nel nuovo anno la cig dovrebbe terminare perchè inizia la produzione ibrida (metà elettrica, metà benzina). Ora si producono solo i suv (3 tipi: Jeep Renegate, 500 X, e un'altra Jeep), ma davvero andrà così?...

martedì 8 ottobre 2019

La Blutec, ex Fiat Termini Imerese, va in amministrazione straordinaria?... Sindacati e governo fanno incontri mentre gli operai da mesi sono ancora in attesa della Cassa integrazione

Mentre i sindacati confederali, Cgil-Cisl-Uil chiedono a tutti gli interlocutori da anni, 8 anni solo in questa vertenza, di “garantire” questo e quello… gli unici che non garantiscono proprio niente sono loro; né volontà né dignità né indirizzo giusto nella lotta!
Il loro linguaggio è sempre uguale: veri elemosinanti che parlano di “speranze” e ancora dopo 8 anni sono “In attesa di un piano industriale credibile”, nella sostanza hanno condiviso la “politica industriale” di tutti i governi e ora anche di questo.
“Questo governo in Economia ha intenzione di mettere insieme i provvedimenti economici dei governi targati PD, con i provvedimenti demagogici dei 5stelle; una mistura antioperaia e contro i diritti dei lavoratori, che rivaluta e rilancia la precarietà assistita.
“D’altra parte il sì al Jobs Act e la sua considerazione come un fatto compiuto da cui non si può tornare indietro è comune a tutte le forze parlamentari. La destra reazionaria di Salvini, Meloni e Berlusconi, vogliono ancora più potere per le imprese, cioè per i padroni, e non certo quindi per i lavoratori. E anche la forza che in parlamento si presenta più a “sinistra”, LeU è ormai dentro il governo.” (dall’ultimo numero di proletari comunisti sul “nuovo” governo).
Gli operai che in questi anni hanno visto e vissuto sulla propria pelle tutto questo sanno che non c’è futuro su questa via… devono solo decidere di imboccare un’altra strada!

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Per evitare il fallimento di Blutec si gioca l’ultima carta possibile: quella della amministrazione straordinaria.
Questo quanto emerso ieri nel corso della riunione al Ministero dello sviluppo economico dove si affrontava la vertenza nazionale. Il commissario giudiziario ha comunicato lo stato dell’azienda.  (18 mila euro in cassa, 250 cause in corso, nessun programma di manutenzione impianti, prescrizioni degli ispettori del lavoro e della Asl, tre istanze di fallimento, dal 2017 nessun contributo Inps versato.)...
 la prossima settimana, dunque, l’amministrazione giudiziaria presenterà formalmente la domanda al ministero. L’amministrazione straordinaria lavorerà per portare in bonis l’azienda per affidarla ai legittimi proprietari o per trovare un acquirente. In campo
anche l’ipotesi di affitto di rami d’azienda.
Nel frattempo, per i lavoratori di Termini Imerese potrà essere possibile accedere alla cassa integrazione anche per il prossimo anno, visto che l’attuale era in scadenza al 31 dicembre. “Confidiamo che la domanda di amministrazione straordinaria – spiega Gianluca Ficco segretario nazionale della Uilm – venga accettata, poiché oggi appare l’unico modo per scongiurare il fallimento e forse anche per assicurare la necessaria copertura di ammortizzatori sociali”. “In attesa di un piano industriale credibile – conclude Ficco – per tutti gli stabilimenti italiani, dalla Sicilia al Piemonte, abbiamo avanzato una serie di richieste specifiche per alleviare la situazione. Più in particolare abbiamo chiesto al Ministero del lavoro di accelerare la procedura per approvare la erogazione della cassa integrazione, che non è più percepita dal mese di giugno. Inoltre, continuiamo a insistere affinché si permetta ai lavoratori di Termini di poter beneficiare dell’anticipo pensionistico legato allo svolgimento di lavori usuranti”. Per la Fiom Cgil è necessaria una ripresa del confronto per l’intervento del governo, attraverso Invitalia, e la Regione che si devono assumere direttamente la responsabilità di governare la reindustrializzazione di Termini e il processo di rioccupazione, anche individuando più soluzioni industriali.” “Unica strada da potere perseguire in questo momento ma serve trovare delle soluzioni industriali per Termini”, spiega Antonio Nobile della Fim Cisl, “fondamentale che l’amministrazione straordinaria metta in sicurezza tutte le attività di Blutec e anche della capogruppo Metec, condizione necessaria per costruire le condizioni di un progetto di piano industriale che dia una risposta occupazione per tutti i dipendenti”.
Giornale di Sicilia 4 ottobre ’19