mercoledì 14 ottobre 2020

INVITO A PARTECIPARE: Dopo l’assemblea di Bologna di 500 lavoratrici e dei lavoratori combattivi del 27 settembre...

 Dopo l’assemblea di Bologna di 500 lavoratrici e dei lavoratori combattivi del 27 settembre

Informazione di chi ha partecipato direttamente e sulle decisioni prese dall’ ASSEMBLEA di circa 500 LAVORATRICI E LAVORATORI che hanno portato la voce delle lotte più combattive che si stanno sviluppando in tutto il paese, dal nord al sud in un clima caratterizzato da denuncia, spirito unitario e volontà di lotta nei vari territori costruendo mobilitazione nazionale contro padroni e governo che apra di fatto il “nostro” autunno caldo.

Verso la giornata di lotta nazionale per il 24 ottobre, come nuova tappa di un percorso volto a rafforzare, partendo dalle lotte reali, il ruolo del Patto d’azione per il fronte unico di classe anticapitalista contro padroni, governo, Stato borghese e Capitale

GIOVEDI 15 OTTOBRE alle ORE 15,30

Presso la sede dello Slai cobas per il sindacato di classe 

Via G. del Duca 4 Palermo

Invitiamo tutti a partecipare

 Per info e contatti 3387708110

domenica 21 giugno 2020

Blutec Torino/Termini Imerese - nuovamente arrestato il padrone messo lì dai governi di questi anni e con sindacati confederali a tenergli bordone

Torino, dalla Lombardini a Blutec: l'avventuroso percorso industriale di Roberto Ginatta

Chi è l'industriale torinese di nuovo agli arresti per l'operazione di Termini Imerese
Roberto Ginatta va di nuovo a sbattere contro il muro della giustizia. Una storia, come quella di Gian Mario Rossignolo,  di pessima managerialità con tante analogie e il denominatore comune di una spregiudicatezza che non fanno onore alla storia dell’industria torinese e piemontese.
Ed è anche un segno dei tempi ovvero l’epilogo di un percorso lungo il quale sono state cercate quelle scorciatoie che nella stragrande maggioranza dei casi portano a un traguardo assai diverso da quello che si voleva raggiungere.
Ginatta è caduto sull’auto e su un vago e pasticciato progetto di vettura elettrica con presunzione di poter usare a suo piacimento il danaro pubblico a Termini Imerese. E' arrivato  al capolinea di un percorso imprenditoriale che sembrava irresistibile prima di diventare avventuroso.
Esplode, ma tenendosi sempre in ricercato sottotono, in quell’universo dell’indotto dell’auto che sembra inesauribile negli anni ruggenti della Fiat. Diventa uno dei nomi di spicco del settore, una vera potenza, una macchina di iniziative e di soldi. Insomma una forza che lo incoraggia a misurarsi a vario titolo in diverse attività e incrociando anche fuori dal Piemonte con imprese come Vagnone e Boeri, Lombardini, Magneti Marelli, Dayco, Rgz.

Tenta con poco successo anche un colpo fuori dal perimetro delle sue competenze quando si fa parte di una cordata per la conquista della prestigiosa casa editrice Einaudi. La  partita finisce a favore della berlusconiana Mondadori che si aggiudica la società di via Biancamano, un’istituzione di Torino. Poi l’attrazione fatale per un’azienda in disarmo come la ex Fiat di Termini Imerese che nel ridimensionamento del gruppo del Lingotto viene sacrificata e deve cercarsi un suo futuro che non è facile nel sottosopra mondiale dell’industria dell’auto. Ma lui, Roberto Ginatta, crede di vedere uno spiraglio per una ripartenza che sembra percorribile forse col retropensiero del ricorso ai finanziamenti pubblici. Mette in piedi per questo Blutec spa,

Inutile dire che l’operazione Termini Imerese è un pessimo libro dei sogni nel quale le poche pagine buone vengono declinate in modo truffaldino e non possono che portare dove appunto hanno portato.
Ma sarebbe una storiaccia condita di errori e furbizie se non fosse stato scritto, come invece è avvenuto, il capitolo della malversazione che risulta tanto inaccettabile quanto odioso se si pensa che esso coinvolge centinaia di lavoratori che già si portano addosso le ferite della loro vicenda di dipendenti Fiat.


Ginatta non ha misurato il  passo o se lo ha fatto ha sbagliato nel pesare, sopravvalutandole, le sue forze e la sua capacità, provando a mettersi in continuità con un mondo che era tramontato senza che lui se ne accorgesse. Si è forse illuso di trovarsi anche sotto il grande ombrello della Fiat e di un indotto auto che in quella forma sembravano inesauribili. Non si è reso conto che era finito il “secolo breve” dell’industria dell’auto made in Italy. Forzando la mano e qualcos’altro, si è convinto di poter tentare una nuova avventura, entrando in un mondo che probabilmente non era alla sua portata. Ed è stata la sua dannazione.
Il resto sarà una storia di  preoccupazione per i lavoratori incolpevoli  e un’altra vicenda di imprenditori torinesi da dimenticare.


CORRIERE DELLA SERA PIEMONTE

mercoledì 6 maggio 2020

In vendita l’ex Fiat di Termini Imerese: così hanno deciso i commissari Blutec

“L'avviso – riporta il Sole 24 Ore del 1° maggio - è stato pubblicato sui principali quotidiani italiani e sul Financial Times e prevede la cessione di tutti i complessi aziendali che fanno capo a Blutec e a Ingegneria Italia (altra azienda del gruppo) in amministrazione straordinaria a partire dal sito di Termini Imerese «attivo - scrivono i commissari - nella trasformazione e riconversione di veicoli, assemblaggio, stampa 3D e lavorazione a freddo di metalli».
È una buona notizia? Vedremo. Certo, gli operai dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese hanno una lunga esperienza di tante trattative, durate pure a lungo, piani organizzativi e di rilancio, di impegni più o meno solenni di politici e sindacalisti, nazionali e locali ecc. ecc., ma soprattutto di tante chiacchiere e niente risultati. E quindi staranno in attesa di vedere le prossime mosse. E, inoltre, questa mossa improvvisa dei commissari potrebbe nascondere proprio il riconoscimento dell’impossibilità del rilancio (che sarebbe “giustificato” anche dall’attuale momento di crisi, che però, visti i “prezzi bassi” potrebbe essere proprio il momento che spinge all’acquisto da parte di qualche grosso padrone industriale o della grande finanza).
Tutto il “pacchetto” Blutec, d'altronde, con i suoi stabilimenti con una produzione diversificata e
tecnologicamente avanzata in Italia e all’estero è abbastanza interessante.

E non dimentichiamo nemmeno che “Su Termini Imerese si gioca anche la carta della presenza di un pacchetto di investimenti pubblici destinati alla riconversione o al rilancio dell'area industriale di cui una parte nell'accordo di programma da oltre 400 milioni firmato nelle scorse settimane dall'assessore regionale alle Attività produttive della Regione siciliana Mimmo Turano e dal ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli.”

martedì 28 aprile 2020

Che fine ha fatto il progetto di riconversione della fabbrica? E che fine hanno fatto i soldi per il rilancio delle aree di Gela e Termini Imerese?


Come avevamo detto sarà stato l’intervento dei commissari che devono gestire la “vertenza Blutec” o dei sindacati confederali, la realtà, almeno fino a questo momento, è che non si parla più della riconversione della fabbrica alla produzione medicale di cui c’è urgente e grandissima necessità, visto che, a quanto pare, con il coronavirus dovremo conviverci.
A questo proposito è chiaro a tutti, proprio chiedendoci il perché siamo arrivati a questo punto assurdo di epidemia, che la produzione stabile e sufficiente di tutto ciò che serve a garantire la salute deve diventare normale.
Ma alla mancata risposta sulla riconversione si aggiunge un’altra notizia, quella del dirottamento dei milioni (48 per Gela e Termini Imerese) del vecchio “Patto per il sud”, da parte della Regione Siciliana ad altra destinazione. Se la notizia viene confermata si capisce che l’interesse dei politici, sindacalisti e “manager” vari per la riapertura in qualsiasi forma della fabbrica ex Fiat (per adesso Blutec) è uguale a zero!
Nessuna fiducia quindi in questi personaggi, ma fiducia solo nella lotta portata avanti dagli operai!

mercoledì 22 aprile 2020

GLI OPERAI, I LAVORATORI SONO TANTI, MA SENZA ORGANIZZAZIONE NON HANNO PESO POLITICO!

PER QUESTO OGGI RICORDIAMO L'ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI LENIN CHE HA TRASFORMATO LA LOTTA DEGLI OPERAI IN POTERE VERO!
***

Viva il 150° anniversario della nascita di Lenin!

Vladimir Ilic Ulianov nacque il 22 aprile 1870 a Simbirsk, città fondata nel 1648 sulla sponda occidentale del Volga... Fu in questa città che Vladimir Ilic visse la sua infanzia e parte della sua giovinezza.
Assieme ai fratelli Alexandr e Dmitrij e alle sorelle Anna, Maria e Olga, Vladimir Ilic ebbe dai genitori un'educazione che contrastava con i principi su cui si fondava il dispotico regime dell'assolutismo zarista. ...In casa Ulianov si leggevano libri di Gogol, Lermontov, Puskin, Turgheniev, ma anche Darwin, Shakespeare,,,,.  e si sviluppava la curiosità e la voglia di sapere unite all'avversione profonda verso la schiavitù e il dispotismo perni oppressivi del regime zarista cui contrapporre una società che avesse i suoi cardini ideali nella giustizia e nella libertà. Tutti i fratelli Ulianov, tranne Olga che morì giovanissima a soli diciannove anni, si batterono perciò attivamente contro lo zarismo. Vladimir Ilic, in modo particolare, a questa lotta dedicherà totalmente tutta la sua vita. Dopo la sua adesione al marxismo Lenin - lo pseudonimo adottato da Vladimir Ilic negli anni della sua lotta rivoluzionaria - sarà il fondatore dell'organizzazione politica, il Partito Comunista Bolscevico, che distruggerà lo zarismo e il suo impero; il grande dirigente proletario rivoluzionario artefice, sul piano teorico e pratico, della Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre, l'evento storico che cambierà radicalmente non solo le sorti della Russia e del suo popolo, ma quelle del mondo intero.
da biografia de il Bolscevico

venerdì 10 aprile 2020

I commissari della Blutec gelano gli entusiasmi sulla riconversione... sono gli operai che devono impugnare la battaglia

Ci mancavano i commissari nominati per gestire la vertenza Blutec a “gelare gli entusiasmi” sul possibile rilancio della fabbrica.

E ci mancavano pure i sindacalisti cgil-cisl-uil che hanno detto che sono “cauti”. 

Come se mai avessero voluto fare davvero la lotta per costringere i vari governi, dal nazionale a quello regionale, a rilanciare la produzione. Loro che hanno sempre accompagnato gli operai alle passerelle dei politici di turno, hanno abbassato la testa ad ogni tipo di progetto e ad ogni promessa, da Renzi a Di Maio (alla fine sempre elettorale), per che cosa? Per niente, anzi per pietire il rinnovo della cassa integrazione che sta diventando di fatto “a vita”, un “ammortizzatore sociale secolare”, per parafrasare gli economisti.

Se sia vero oppure no che le aziende della Meccatronica non hanno ancora presentato un progetto, si vedrà. L’importante è che adesso c’è l’occasione di far partire una produzione, e questa del biomedicale nel senso più largo del termine, può essere quella giusta per cominciare.
E se i commissari della Blutec hanno dubbi, (che dovrebbero occuparsi seriamente del gruppo che ha stabilimenti anche nel resto dell'Italia) allora ci sono altri “strumenti” che possono essere messi in campo, come l’impegno diretto di Invitalia (l’agenzia nazionale per gli investimenti che ci mette i soldi!), per esempio.

Questa rimessa in moto della fabbrica è una battaglia da fare, ma è chiaro che senza il protagonismo diretto degli operai questa operazione viene tutta lasciata nelle mani di burocrati di Stato e burocrati sindacali che tutto hanno in testa (soldi e carriere personali) tranne che risolvere il problema…